L’errante Giulia in cerca di un porto sicuro dove abortire

Ne abbiamo già discusso nella nostra pagina ed è brutto affermare “avevamo ragione”, ma qualche riga in più merita comunque questa vicenda.
Come è possibile e come è accettabile che in un paese di diritto, un paese civile, una donna debba vagare come un cane randagio di porta in porta per chiedere un qualcosa che le spetta di diritto e farglielo sembrare come un elemosina che viene elargita.

Nonostante questo poi ci sbracciamo con giornate per le donne, l’8 marzo alle porte, la violenza sulle donne. La violenza e l’umiliazione è perpetrata dallo Stato, da chi non permette alla legge di essere applicata, di chi non utilizza i mezzi affinché tutto funzioni.
Ancora ci stupiamo ed attacchiamo chi, con lucida analisi, ha emesso un bando per medici non obiettori?

Qui abbiamo necessità di applicare una legge e per applicare una legge non basta il ginecologo non obiettore, ma serve anche l’anestesista… serve un’equipe intera per portare a termine l’intervento, serve anche la comprensione per chi questo passo ha deciso di intraprenderlo.
Allora di cosa stiamo parlando se non di umiliare ulteriormente qualcuno che, con la morte nel cuore, bussa ad ogni porta e chi le apre trasecola come se si stesse chiedendo la luna?

Giulia è cambiata in questo percorso, una ferita dentro di lei che difficilmente si sarebbe rimarginata (se le cose fossero andate come dovevano andare), ma per come sono andate si è lacerata la stessa unione tra individuo e Stato.

Ora Giulia in questo Stato non può avere più fiducia, nelle leggi non ci crederà più.

Perchè lo Stato con lei ha fallito, come con Dj Fabo, come con i nostri ragazzi che non trovano lavoro…

Firmato il Drago

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