Il teorema della farfalla

Il teorema della farfalla: Tiziana, Michele e Giovanni ed il vortice del mondo
giovanile che i grandi non riescono a comprendere.

Il modello di Lorenz o il teorema della farfalla ci impongono un freno,
trattando questo argomento, che non può essere superato e che quindi lasceremo da
parte: può il battito d’ali di una farfalla scatenare un uragano a migliaia di
chilometri di distanza? Interrogarsi pertanto su quali sia il legame tra la chiamate della madre alla Gdf ed il gesto estremo compiuto dal figlio qui non ha senso.
Il dolore è ancora troppo forte per poter dar via alla roulette dei “se” e dei “ma”.
Il dolore è troppo vivo così come lo è stato con Michele e con ogni ragazzo che
vede nel gesto estremo l’unico gesto possibile.
Se la maggior parte delle persone ha deciso di interrogarsi sul gesto della
madre, noi ci interroghiamo sul senso di 10 grammi di hashish posseduti da un
sedicenne. A questo punto il dibattito ha solo due strade da poter intraprende:
liberalizzazione si, liberalizzazione no.

II problema parte sempre dalle istituzioni, dal modo in cui formano e informano.
Se è vero quanto ha affermato Gratteri: «Penso che uno Stato democratico non si
possa permettere il lusso di liberalizzare ciò che provoca danni alla salute dei
cittadini. Uno stato democratico si deve occupare della salute e della libertà
dei suoi cittadini, noi sappiamo invece che qualsiasi forma di dipendenza genera
malattie, in particolare psichiche, ma genera anche ricatto. Non possiamo
liberalizzare ciò che fa male». Perfetto ma va anche detto che Grattieri si dimentica, così come fanno i più, di citare l’alcol ed il fumo quali sostanze altamente pericoloso per la salute. Il secondo addirittura monopolio di stato. Lo stato spaccia morte e lo stato incassa soldi. Anzi ogni volta che c’è un aumento o qualche somma da racimolare salgono le sigarette di pari passo con la benzina.
Forse il ragionamento di fondo è: fumare fa male quindi ti aumento il costo delle
sigarette e ti disincentivo a fumare; fare poco movimento fa male, quindi ti
aumento il costo della benzina così ti incentivo a camminare. Pensiamo un po’
quanto sono onesti intellettualmente i nostri politici, vogliono il nostro bene e
noi ci incazziamo perchè aumentano le tasse! Assurdo vero?

Quando però si tratta di droghe leggere il fronte del no è estremamente compatto.
Gli spacciatori di piccolo calibro vanno ad affollare le carceri e coloro che ne
fanno uso vengono perseguiti come delinquenti. Forse alcuni penserebbero che gli
squadroni della morte di Duterte non sarebbero fuori luogo neanche qui.

Diamo qualche numero allora: secondo le ultime stime dell’Istituto Superiore di
Sanita’, ogni anno in Italia circa 24.000 decessi sono associati all’alcol e
riguardano piu’ di 17.000 uomini e circa 7.000 donne (le condizioni che
presentano la piu’ elevata frequenza di mortalita’ alcol-attribuibile sono la
cirrosi epatica e gli incidenti).
L’Istituto Superiore di Sanita’ stima, inoltre, che circa 80.000 decessi ogni
anno sono attribuibili al fumo, pari a circa il 14% di tutte le morti. Piu’ del
34% di tutte le cause di morte attribuibili al fumo di sigaretta colpisce
soggetti di 35-69 anni.
Morti per cannabis 0 (escludendo casi di shock dovuto a specifici allergeni con
il prodotto). Anche perchè esiste una dose limite che può dare la morte, e alcuni
scienziati americani si sono presi la briga di individuarla attraverso dei test
di laboratorio sui ratti. Attraverso l’inalazione (cioè fumando) si dovrebbero
assumere 482 mg/kg di cannabis. Significa che una persona di 80 kg dovrebbe
assumere 38,56 grammi di cannabis nel giro di mezzora: circa un’ottantina di
spinelli, tre al minuto.

Alcuni dati erano a questo punto necessari altrimenti avremmo parlato del nulla.

Detto questo è necessario anche andare a scavare sul ruolo che può avere lo Stato
nel processo di formazione non solo giovanile, ma anche sociale e familiare. La
scuola, che potrebbe in questo avere un ruolo fondamentale nel rapporto genitori
e figli, non è in grado di proiettare gli stessi nei tormenti adolescenziali. La
“buona scuola” per il Drago è anche questo.
Nascono sempre più chat di gruppo tra genitori, ma rimangono chat senza senso,
non formative. Sarebbe opportuno che l’incontro, nel luogo protetto scolastico,
avvenisse tra genitori, psicologi ed insegnati in una sorta di conferenza di
servizi umana.
Il disagio giovanile è multistrato e non può essere basato soltanto su un solo
lato della medaglia. I giovani sono spesso insoddisfatti perchè sovraesposti
tramite i social media a stili di vita totalmente assurdi. Il diritto di sentirsi
delle “merde” (come spiega bene un libro bestseller di questi ultimi tempi) è
oramai diventato qualcosa di inaccettabile. La decrescita delle aspettative
dovrebbe invece far parte anche del nostro quotidiano.
Se da un lato i nostri compagni ci spingono ad essere sempre più performanti (più
magri, più belli, più palestrati, più ricchi) dall’altro le famiglie si trovano
in uno stato di incoscenza conoscitiva del mondo giovanile.
I problemi che trent’anni fa si risolvevano tra le quattro mura e venivano
riportati al giusto grado di gravità, oggi in un mondo che è un vortice sempre
più veloce sfuggono di mano, si ingigantiscono e ci esplodono tra le mani. Il
teorema della farfalla qui è ancora valido.
10 grammi di droga che si trasformano in morte (non per la sua pericolosità
chimica, ma per fatti di contorno che mandano in corto circuito il sistema); il
video di sesso scambiato in una chat privata che diviene pubblico e porta al
suicidio di una ragazza di nome Tiziana; l’impossibilità di vedere il futuro e la
sensazione di essere ancora una volta soli è il risultato della morte di Michele che non sa dove andare a sbattere la testa.
Un tempo il gap generazionale era più melmoso, si rimaneva invischiati sotto lo
stesso tetto e sotto lo stesso tetto se ne usciva. Oggi ogni 5 anni il mondo
cambia e si resetta totalmente. La sovraesposizioni a cui i nostri figli sono
ogni giorno esposti è inimagginabile e muta di anno in anno. La famiglia ha
quindi bisogno di formazione per comprendere questo cambiamento. Un padre di 50
anni non potrà mai comprendere cosa prova un figlio di 15 anni.
Non è colpa di nessuno è la vita che si sta evolvendo in questo modo, ma lo Stato
deve essere presente attraverso le sue multiformi diramazioni. Deve formare i
genitori a capire i figli. Lo Stato non può essere solo la Guardia di Finanza che
fa una retata per 10 grammi di droga. Dovrebbe risolvere il problema tramite
l’invio di uno psicologo che ricucia i rapporti lacerati.
Il senso è sempre questo uno Stato paterno che sappia svolgere bene il suo ruolo,
fino in fondo. Che sappia dare il giusto risalto ai problemi analizzando e non
catalogando tutto in un unico scomparto del buono e del cattivo.
Potrebbe educare i ragazzi a comprendere meglio il ruolo dei social e la loro
potenza di fuoco. Fargli capire che diffondere un video è una violazione seria
della privacy di una persona, non è un gioco ed i risvolti penali sono pesanti.
Comprendere che ciò che si scrive su un social non è qualcosa detto al bar tra un
bicchiere di vino e l’altro, rimane indelebile, viene ripreso, rimodulato e può
distruggere. I giovani di oggi non ne hanno coscenza.
Lo stato può spiegare alle famiglie la differenza tra le varie droghe, che bere
dei superalcolici la sera prima di mettersi alla guida è più dannoso di essersi
fumato una canna. Ma il vino nel nostro paese ha retaggi culturali e radici profondissime e pertanto è ben accetto, nonostante la sua dannosità.
Lo stato, come abbiamo già detto nell’articolo su Michele, deve farsi carico della richiesta lavorativa dei giovani con un programma serio di reddito di cittadinanza, legato a tutta una rete psico-sociale di supporto.
Oggi non siamo qui a condannare nessuno, ma a sottolineare delle storture che oltre la singola morte provocano dei black-out sociali e delle zone di incomprensione intergenerazionali che potrebbero essere superate. Il Drago crede anche in una classe politica che lavora per questo, non solo pronta a bacchettare , ma a costruire una rete sociale di sostegno e formazione.Il teorema della farfalla: Tiziana, Michele e Giovanni ed il vortice del mondo
giovanile che i grandi non riescono a comprendere.

Firmato Il Drago

Facebook commenti
Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *