Oggi il Drago parla di banche:

Se si parlasse di stato che finanzia con soldi pubblici l’evasore fiscale si sgranerebbero quantomeno gli occhi. Eppure è ciò che accade al giorno d’oggi con i soldi di tutti e davanti agli occhi di tutti. Insieme all’uscita del canale youtube del Drago relativamente alla trattazione dei crediti deteriorati delle banca approfondiamo l’argomento della tassazione in capo ai grandi gruppi bancari italiani ed all’assurdità del meccanismo del rifinanziamento pubblico in aiuto di tali gruppi.

Monte Paschi di Siena, Intesa san Paolo, Unicredit, Mediolanum, Veneto Banca, Popoare di Vicenza nessuno è esente quando si tratta di eludere il fisco tramite le loro controllate nei paradisi fiscali. Il paradosso risiede nel fatto che i soldi dei cittadini (che le tasse le hanno pagate) finiscono nei bilanci delle banche che le tasse le hanno sapute eludere nella maniera più spudorata di sempre: spostando i fatturati in paesi con una forte connotazione di “paradisi fiscali” e pagando quindi gran parte delle tasse (o non pagandole affatto) in questi paesi stranieri.

Non è solo una questione di fisco, attendione! Non è neanche un argomento che interessa solo il mondo della finanza. E’ una questione di cortocircuito totale e sociale. Quesi soldi elusi, che sarebbero finiti nelle casse dello stato (parliamo di svariati milioni di euro) si sarebbero tradotti in servizi per la comunità. Il concetto è semplice e lineare. Tu banca produci ricavi con i tuoi clienti e con i loro soldi, parte del profitto (l’utile) viene tassato e questi soldi, sotto forma di servizi, tornano a chi i soldi te li ha fatti fare. Ma se tutto questo, tramite il processo elusivo non avviene, l’utile rimane nelle tasche delle banche dei suoi dirigenti ed al cittadino non torna nulla. Per assurdo, nei casi di fallimento, non tornano neanche i soldi investiti e se tornano è sempre con i soldi del cittadino/cliente/servo della gleba che si procede al salvataggio delle banche.

Allora ci chiediamo: per quale motivo lo stato dovrebbe salvare, con i nostri e con i suoi (inteso come globalità sociale) soldi, delle banche che fanno dell’elusione fiscale la base della loro politica finanziaria?

Parliamo di assurdità palesi. La fatturazione off-shore è il procedimento per cui si spostano i profitti in stati a bassa o quasi nulla tassazione (Irlanda, Lussemburgo, Cayman, Bermuda, Singapore) ed il dubbio che il gioco possa avvenire anche con i 20 miliardi di euro che lo Stato sta iniettando nelle casse delle banche non è poi tanto lontano. Se questi fondi vengono rigirati con maestria nei paradisi fiscali, sotto forma di false attività ad alto rendimento, spariscono nel nulla ed in ingrassano nuovamente filiere clienterali e saccocce dei dirigenti.

Allora andando a scavare nei bilanci consolidati si scopre che banche come MPS hanno fatturato oltre 40 milioni di euro di utili all’esterno tramite società controllate con zero dipendenti all’attivo. Avete letto bene! Una società con zero dipendenti con sede in un paradiso fiscale, produce 1/3 degli utili mondiali del gruppo facendoci lavorare zero dipendenti. Qualcosa che non torna c’è. La popolare di Vicenza, con i 6 dipendenti dislocati nella controllata in Irlanda, ha prodotto i soli utili del gruppo pari a 106 milioni di euro. Come a dire che i lavoratori italiani sono delle capre mentre i soli 6 dipendenti irlandesi fanno il lavoro per tutto il gruppo.

Potremmo andare avanti ancora per molto, il vizietto dell’off-shore è un triste primato italiano, ma un modo di fare che attraversa tutte le banche mondiali.

Un interrogativo però è necessario porselo. Nel mondo del capitalismo e della finanza sfrenata sarebbe opportuno che il foglio informativo relativo agli investimenti contenesse anche informazioni in merito agli utili prodotti con i soldi da lui investiti. Il cliente deve sapere quanti di questi utili sono tassati nel suo paese e quanti vanno dispersi. E’ un fatto di etica. Oggi che di etica ci si riempe la bocca. Vogliamo sapere se il pollo è bio, se la pelliccia è sintetica, se il comsmetico è testato sugli animali, se il capo di abbigliamento sfrutta i bambini lavoratori. Corretto, nulla da eccepire. Allora da oggi vogliamo anche sapere se la banca costruita intorno a me (Mediolanum per intenderci che con soli 26 lavoratori a tempo pieno, presso la succursale di Dublino, ha un fatturato di 531 milioni di euro e un utile pre imposte di 527 milioni con zero costi) fa qualcosa anche per il mio paese, per ciò che è intorno a me. A questo punto posso investire consapevolmente o posso anche decidere di cambiare banca.

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